Il molo dei greci: viaggio dalla Sibaritide al Parco Nazionale del Pollino
Appunti di viaggi, considerazioni, approfondimenti, foto e video alla scoperta del patrimonio naturalistico, storico, artistico e culturale calabrese.
Docente referente: prof.ssa Rosa Marincola
classe V A Sistemi Informativi Aziendali Istituto Tecnico Economico "Guarasci"Rogliano (Cs)
Il percorso interdisciplinare include una mini guida turistica in inglese e una in francese scritta dagli studenti.
Il territorio
caratterizzato da diversi massicci montuosi posti tra il Mar Ionio e il Mar
Tirreno, tra di essi ricordiamo il Massiccio del Pollino, i monti dell'Orsomarso
e il monte Alpi.
Il Massiccio del
Pollino con le vette più alte del Parco: Serra Dolcedorme (2267 m), Monte
Pollino (2248 m), Serra del Prete (2181 m), Serra delle Ciavole (2127 m) e
Serra di Crispo (2053 m). Tra questi ultimi rilievi, a quasi 2000 metri, si
apre la Grande Porta, famoso altopiano da cui svettano gli esemplari più vecchi
di Pino coricato. In questa zona scorrono il Raganello, il Frido, il Peschiera
e il Sarmento - le cui acque scavano gole strettissime tra le rocce. Altri
corsi d’acqua si trovano sul versante occidentale in direzione del tirreno.
Qui si aprono
vallate incise dai seguenti corsi d’acqua: Argentino, Abatemarco, Lao, Rosa.
La fauna e la
flora del Pollino è fra le più rigogliose di tutto il meridione d’Italia.
Infatti la particolare posizione geografica consente una grande ricchezza di
specie vegetali e animali. Tra le specie animali tipiche ricordiamo una
particolare coccinella di colore azzurro-cenere con macchie
nere vellutate,
che vive sui faggi. Numerose sono le specie di farfalle e bisogna ricordare un
particolare ragno rosso e nero dal morso doloroso e tossico, appartenente allo
stesso genere della vedova nera americana. Un'altra specie velenosa è la Vipera aspis.
Tra gli uccelli ricordiamo il falco
pellegrino,
diversi esemplari di picchio, l’aquila reale, il nibbio, il capovaccaio, il
grifone, il gufo reale.
Riguardo ai
Mammiferi, sono rappresentate tutte le specie più significative dell’Appennino
meridionale. Tra di essi: il lupo, il gatto selvatico, la lontra, il cinghiale,
il capriolo, la puzzola, il ghiro, lo scoiattolo, l’istrice, la lepre.
La vegetazione è
diversificata in fasce altitudinali. Nelle zone prossime alla costa, fino ai
700-800 m, prevale la macchia mediterranea con la presenza di leccio, ginepro, mirto,
corbezzolo, roverella , acero e ginestra comune. Sui fondi sabbiosi e
rocciosi, tendenzialmente aridi, si evidenzia una vegetazione bassa e rada
denominata “gariga”, costituita da specie, talvolta aromatiche come cisto, timo,
camedrio arboreo.
Oltre gli 800 m
fino ai 1100 m, nella fascia sopra mediterranea, dominano le diverse varietà di
querce, roverella cerro , farnetto ,carpino orientale acero castagno, ontano
napoletano. Formazioni forestali di estrema rilevanza naturalistica sono le
acerete del Monte Sparviero. Nella fascia montana, fino a quasi 2000 m, prevale
la faggeta. Nelle quote più basse il faggio si accompagna all’agrifoglio e
all’acero. e sul versante settentrionale del Parco, il faggio dà luogo alla
particolare associazione con l’abete bianco. Inoltre sul versante meridionale
compare il pino nero fino ai 1700 m. Ciò che distingue e rende unica la
vegetazione montana ed altomontana del Pollino e il pino loricato, emblema del
Parco. esso fino ai 2200 m, sulle cime del Pollino e scende eccezionalmente
fino ai 550 m nel versante sud-occidentale del Parco. La corteccia di questa
conifera è grigio chiara, soprattutto nelle piante giovani, da cui il nome
“leucodermis”; negli esemplari adulti la corteccia è
fessurata in
placche irregolari, cosiddette “loriche”, che richiamano le antiche corazze
romane. Nel corso della sua vita millenaria, può raggiungere un’altezza di 40
metri e un diametro di oltre un metro. in primavera quando la neve si scioglie
compaiono estese praterie ricche di millefoglio montano, genziana maggiore,
asfodelo montano, narciso selvatico, zafferano maggiore (crocus), ranuncolo
lanuto, e varie specie di orchidee. Sono presenti anche numerose piante
medicamentose e officinali.
La città di Sibari
Sybaris
Sybaris était une ville de la Magna Grecia sur la mer lonienne, avec vue sur le golfe de Tarante, entre les rivières Crati et Coscile, actuellement rèuni à environ 5Km de la mer, mais une fois avec indépendente des foyers. Aujourd'hui est un fraction de la ville de Cassano à la mer Ionienne et est basé sur une économie principalement touristique.
Magna Graecia
La città di Sibari
La Magna Grecia era il nome dell’area
geografica della penisola italiana meridionale che fu anticamente colonizzata
dai Greci a partire dall’VIII secolo a.C. Sibari era la più antica colonia
greca delle colonie cosiddette “achee”,
cioè la prima popolazione ellenica che invase la Grecia nel II millennio a.C.
Sibari sorgeva in un sito
caratterizzato da una pianura particolarmente fertile. La città accrebbe presto
la sua ricchezza, grazie anche ai rapporti commerciali con il Mediterraneo
orientale e allo sfruttamento delle risorse di un ampio territorio.
Sibari al culmine della sua potenza
controllava, secondo Strabone, geografo greco antico, un ampio dominio. Fondò
altre colonie in Italia meridionale, come Metaponto collocata sul Golfo di
Sibari, e, sul Tirreno, Poseidonia (Paestum) nell’attuale Campania.
I Sibaritidi erano retti da
un’aristocrazia di proprietari terrieri, in forte competizione al proprio
interno per il controllo del potere nella città e nel suo vasto territorio. La
fama della loro ricchezza e del loro stile di vita era diffusa in tutto il
mondo greco del tempo.
Dal punto di vista politico Sibari
era una oligarchia che, proprio per il carattere competitivo che la
caratterizzava, entrò in crisi, sperimentando nella seconda metà del VI secolo
a.C. sia la tirannide, sia la diffusione di alcune dottrine
politico-filosofiche che miravano alla riforma dello Stato. Furono proprio
questi due fattori, e in particolare la cacciata di un gruppo di aristocratici
pitagorici nella città di Crotone (sede di Pitagora e dei suoi seguaci) a
causare una guerra con quest’ultima. Crotone vinse e Sibari venne distrutta. In
seguito i discendenti degli antichi abitanti riuscirono ad ottenere l’aiuto di
Atene e di altri coloni dall’intera Grecia per rifondare Sibari. La nuova città
sorse con lo stesso nome sul sito di prima, che non era stato mai del tutto
abbandonato.
I discendenti degli antichi Sibaritidi
pretendevano di avere il controllo politico della città. Ciò portò ad un grave
conflitto in seguito al quale i vecchi Sibaritidi vennero uccisi dai nuovi
venuti e i pochi sopravvissuti furono costretti a fuggire. I vincitori
fondarono una nuova città, la colonia panellenica di Thurii che riuscì a
mantenere la sua indipendenza fino al 282 a.C. quando Lucani e Brettii
ottennero da Roma un presidio armato. Sibari-Thurii dopo aver partecipato alle
guerre puniche contro i Cartaginesi di Annibale e a fianco dei Romani divenne
sede di una colonia militare romana denominata per l’occasione Copia (abbondanza). Copia divenne Municipio
romano intorno all’88 a.C. ed ebbe monete proprie. Il nome Copia poco per volta
fu tralasciato e la città si chiamò in seguito col nome precedente di Thurii
latinizzato in Thurium.
Nei
secoli successivi le continue alluvioni e i movimenti bradisismici hanno
trascinato le vestigia di quella illustre e ricca città a più di 5 metri di
profondità. Solo quindici secoli dopo la sua scomparsa si è riusciti a
individuare il sito delle tre città e finalmente a portare alla luce reperti
importanti di quelle epoche storiche. Gli scavi archeologici, che ancora molto
hanno da rivelare, danno al visitatore un’idea del passato illustre di questo
sito. Sybaris
Sybaris était une ville de la Magna Grecia sur la mer lonienne, avec vue sur le golfe de Tarante, entre les rivières Crati et Coscile, actuellement rèuni à environ 5Km de la mer, mais une fois avec indépendente des foyers. Aujourd'hui est un fraction de la ville de Cassano à la mer Ionienne et est basé sur une économie principalement touristique.
Ce fut la cité la plus
puissante de la Grande Grèce. Elle aurait regroupé jusqu'à 300000 habitants, ce
qui était considérable à l'époque. Dynamique et expansionniste, elle fonda au
début du VII° siècle, les colonies de Marcellina et Skydros (sciro). Elle
domina jusqu'à quatre peuples et vingt cinq cités. Sa richesse était assurée
par le rôle strategique qu'elle tenait dans le commerce méditerranéen de
l'époque archaïque, et par les liens étroits qu'elle conservait avec la cité de
Milet. Sybaris était réputée pour sa somptuosité, ses lieux de plaisirs, et la
mollesse de ses habitants.
Les Fouilles
archéologiques dans la premiére moitiè du XX° siècle avait été limité à une
enquête menée par Umberto Zanotti Bianco et plus tard, également de Paola
Zancani Montuoro, qui avait servì à mettre au jour les vestiges de costructions
anciennes (essentiellement de l'époque romaine, datant de Copie d'une colonie
latine, construit sur le sité de
Thurium) dans le Parco del Cavallo.
Les vestiges
archéologiques des anciennes villes sont aujourd'hui conservées dans le Musée
Archéologique National de Sybaris et le site fait maintenant partie du parc archéologique de Sybaris.
L'actuelle Sybaris, fut édifiée dans les années 1960 à
la suite de travaux d'assainissement que le gouvernement finança le long de
l'embouchure du Crati, en assainissant la plaine de Sibari, la plus grande de
la Calabre. Sibari a une population d'environ 5000 habitants et est toujours
une "località" de la commune de Cassano à la mer Ionienne, malgré ses
tentatives sans résultat pour obtenir une existence communale distincte. Sibari connaît un
important développement touristique,
balnéaire et culturel. Son agricolture produit des agrumes, des olives et du
riz. Magna Graecia
Like the ancient Greeks, we are seduced by the charm of this corner of
Calabria: sea, sand, the warm breath of the winds, the intensity of scents and
colours.
The plain of Sybaris is dominated by the intense green of the
Mediterranean landscape, by the
intensity of the colour of the sea, the white sand.
Charm of nature then, and
fascination of people, that today renew the friendly hospitality and elegance
and sophistication of ancient times.
Sybaris was an ancient city in
Magna Graecia, on the western shore of the Gulf of Taranto. Today It is a
frazione of the comune of Cassano allo Ionio, in the province of Cosenza.
Sybaris was the earliest of all
the Greek colonies in this part of Italy and was founded according to Scymnus
Chius, as early as 720 BC. It was an Achaean colony, and its Oekist (founder)
was a citizen of Helice in Achaia; but they were accompanied by a number of
Troezenian citizens. However the Achaeans eventually drove out the Troezenias.
But according to legend the city was founded by the son of Oilean Ajax.
By the sixth century BC Sybaris
had amassed great wealth and a huge population, as a result of the rich farming
land and its policy of admitting settlers of the other nations to its citizenry,
a practice which was snared by other Greek colonies.
During this period Sybaris’s
wealth and power was greatly envied and admired by the rest of the Hellenic
world. It minted its own coinage and its innovations include perhaps the
world’s first primitive yet effective street-lighting system and the concept of
intellectual property.
Sybaris was also a dominant power
in the region. We are told that the Sybarites ruled over 25 subject cities.
Most of the subject cities were probably Oenotrian towns, but we know that
Sybaris had extended its dominion across the peninsula to the Tyrrhenian Sea,
where it founded the colonies of Poseidonia (Paestum), Laus , and Scidrus.
Sybaris was at at its height
during the time of Smindyrides (c580-560BC), a prominent citizen who is claimed
by Herodotus to have surpassed all other men in refined luxury.
Another example of Sybaritic
luxury is found in temple of Lacinian Juno.
After this period there is very little information on the history of the
city until shortly before its fall. It appears that in a later period the
government, which had previously been in the hands of an oligarchy, was overthrown
by a democratic party headed by a demagogue named Telys who drove a
considerable number of the leading citizens into exile. Subsequently Telys
seems to have become the despot or tyrant of the city.
The exiled citizens took refuge at Crotona; the sybarites declared war
and marched upon Crotona. They were met
by the Crotoniats at the river Traeis. The Crotoniats won and slaughtered most
of the Sybarites. They gained control of the city, and were determined to raze
it to the ground so it could never be inhabited again.
In 444 BC Pericles, in order to tound a colony of panhellenic character,
sent a fleet of ten ships, and identified the source Thuria as the place
designated by the oracle of Apollo. The urban projeet of the new colony is
attributed to Hippodamus of Miletus.
In 194 BC Sybaris – Thurium became the seat of a Roman military colony
named Copy (abundance).
With the expansion of the Empire, Sybaris –Thurium ends up losing the
importance it had in the past.
After a long period of peace during which the city was almost entirely
rebuilt according to the needs of the Romans (theatres, bath and several public
buildings).
The advent of Christianity involved Thurium which became Episcopaliam.
In 597 AD the city was attacked and destroyed by the Lombards who
settled in Cassano. The archaeological excavations give the visitors an idea of
the past of this site.
Matematica
In collegamento con lo studio
storico sulle colonie greche nella sibaritide, abbiamo ricercato elementi relativi alla storia della matematica.
Algebra:Tra le risorse rinvenute, ci hanno colpito due epigrammi tratti dall'Antologia Palatina (http://utenti.quipo.it/base5/numeri/antopalatina.htm), li abbiamo fatti risolvere ai ragazzi del secondo anno ITE. Essi hanno dovuto comprendere il testo del problema espresso in un linguaggio aulico, poco familiare ai quindicenni, formalizzare il problema nel linguaggio simbolico, risolvere le equazioni e verificare la soluzione trovata. Molti studenti hanno incontrato difficoltà nelle diverse fasi, ma l'attività è stata un'occasione per farli riflettere, discutere, per riprendere-approfondire argomenti già trattati (problemi sulle equazioni di I grado) e recuperare alcune carenze di base, gli studenti del quinto anno hanno fatto da tutor a quelli del secondo anno.
Algebra:Tra le risorse rinvenute, ci hanno colpito due epigrammi tratti dall'Antologia Palatina (http://utenti.quipo.it/base5/numeri/antopalatina.htm), li abbiamo fatti risolvere ai ragazzi del secondo anno ITE. Essi hanno dovuto comprendere il testo del problema espresso in un linguaggio aulico, poco familiare ai quindicenni, formalizzare il problema nel linguaggio simbolico, risolvere le equazioni e verificare la soluzione trovata. Molti studenti hanno incontrato difficoltà nelle diverse fasi, ma l'attività è stata un'occasione per farli riflettere, discutere, per riprendere-approfondire argomenti già trattati (problemi sulle equazioni di I grado) e recuperare alcune carenze di base, gli studenti del quinto anno hanno fatto da tutor a quelli del secondo anno.
I problemi aritmetici in epoca
greca: gli epigrammi
L'epigramma è una breve ed agile
composizione in versi molto utilizzata nella Grecia antica.
In età arcaica (VIII-V sec. a.C.)
era soltanto un'iscrizione anonima che veniva incisa sui monumenti funebri o
che accompagnava i doni votivi alle divinità.
In età classica (V-IV sec. a.C.)
era composto anche su commissione, per eventi celebrativi.
In età ellenistica (IV-I sec.
a.C.) divenne praticamente l'unica forma di poesia, utilizzata per trattare in
modo conciso e brillante i più svariati argomenti: la bellezza della natura,
delusioni d'amore, avventure erotiche, velenose polemiche letterarie e
politiche, descrizioni di opere d'arte, barzellette satiriche, indovinelli e
persino problemi aritmetici.
Il libro XIV dell'Antologia
Palatina contiene 150 epigrammi, di cui 45 sono problemi aritmetici raccolti da
Metrodoro, un grammatico vissuto tra la fine del V e il principio del VI secolo
d. C. Sono stati scelti due problemi lineari, uno in cui si deve trovare una
quantità conoscendone una frazione e un problema sui pesi delle statue.
Problema 1:
Socrate, I Pitagorici
-Dimmi, rampollo
eliconio di Muse, Pitagora illustre, quanti presso di te ce ne sono, che
scendono a gara
nel filosofico arengo,
i successi migliori mietendo?
-Ecco, Policrate: c'è
una metà che si dedica a fondo a fascinosi problemi di calcolo; un quarto
s'affanna
sulla natura
immortale; d'un settimo, tutta la cura sta nel silenzio totale, nel dialogo
interno perenne;
tre sono donne, ed
eccelle su tutte le altre Teano. Tali i profeti di Muse Pierie di cui sono guida.
Soluzione
Policrate, giovane prediletto dalle Muse, chiede a Pitagora
quanti sono i Pitagorici.
Pitagora risponde:
1/2 si dedicano a problemi di calcolo
1/4 studia la natura immortale
1/7 medita nel silenzio
3 sono le donne e fra esse la migliore è Teano
Indicando il totale con x, otteniamo:
x/2 + x/4 + x/7 + 3 = x
da cui: x = 28
I Pitagorici sono 28.
Note
L'autore, Socrate, non è il noto
filosofo di Atene ma un autore di epigrammi menzionato da Diogene Laerzio in
Vite dei filosofi, Libro II, 47.
Rampollo eliconio di Muse:
giovane prediletto dalle Muse.
Elicona: è il monte dove vivevano
le Muse
Muse Pierie: le Muse nacquero in
una regione della Grecia chiamata Pieria.
Problema 2:
Anonimo, I talenti
Pallade d'oro battuto
son io; ma l'oro è l'offerta di poeti d'ingegno sempre vivo.
Fu la metà di Carisio,
l'ottava porzione di Tespi;
diede Solone un decimo
del tutto,
un ventesimo offrì
Temisone, Aristòdico mise
gli altri nove talenti
e l'arte sua.
Soluzione
Parla probabilmente una statua d'oro di Pallade-Atena, la
dea della guerra.
Dice che l'oro di cui è fatta è l'offerta di poeti
dall'ingegno sempre vivo.
1/2 è di Carisio
1/8 di Tespi
1/10 di Solone
1/20 di Temisone
9 talenti di Aristòdico
La domanda sottintesa è: a quanti talenti ammonta l'oro in tutto?
x/2 + x/8 + x/10 + x/20 + 9 = x
da cui si ricava
9x/40 = 9
x = 40
Note
Pallade: Atena, divinità
guerriera che reggeva le guerre giuste e proteggeva i giusti eroi.
Solone: (634-560) il primo uomo
politico ateniese di cui siano giunte fino a noi notizie biografiche complete.
Scrisse componimenti poetici di vario tipo a contenuto politico; celebri sono
la sua poesia "Per il buon governo" e l'elegia alle Muse, un vero e
proprio trattato di teologia e morale.
Tespi: figura che si perde nel
mito, è considerato il padre del teatro greco. Sembra abbia inaugurato la prima
rappresentazione ufficiale di tragedie nel 533 ad Atene e a lui si devono
alcune innovazioni, come l'introduzione del parlato nelle tragedie che prima
erano solo canto.
Talento: secondo Friedrich
Hultsch, il talendo d'oro ateniese rappresentava un peso 26,196 kg di metallo
fino.
Per curiosità, il valore attuale
(2006 - 16319 EUR/kg) della statua, espresso in Euro, ammonterebbe a circa 17
milioni di Euro.La parola (pallàs) significava anche una moneta con la testa di
Pallade. Per i pitagorici reppresentava il numero 5, come riporta Giamblico in
Theologumena Arithmeticae.
Geometria:
Clicca qui per aprire la cartella condivisa su Google Drive contenente i seguenti file
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Geometria:
Clicca qui per aprire la cartella condivisa su Google Drive contenente i seguenti file
- Presentazione Powet Point su Pitagora e la scuola pitagorica
- File GeoGebra sulla costruzione della spirale delle radici quadrate dei numeri interi
- Costruzione della sezione aurea di un segmento con Geogebra
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
…Così a poco
a poco le
rovine stesse se
ne vanno, così se ne vanno ingenti testimonianze
della grandezza degli
antichi.…
Francesco Petrarca
L’art. 9 della Costituzione ha
assunto un rilievo sempre più evidente negli ultimi anni e, in modo
particolare, in questo periodo di profonda crisi economica e sociale.
L’Italia e, in generale l’Europa,
si trova a dovere affrontare una situazione complessa in cui le esigenze
economiche si intrecciano fortemente con esigenze di cambiamento sociale e
culturale.
Uno sviluppo economico non
assistito da un’adeguata crescita culturale ha illuso molte generazioni sulla
possibilità di poter fare a meno di un’adeguata istruzione, formazione
professionale e civile.
La cultura è stata ritenuta quasi
un bene “superfluo” e gli investimenti in tale settore si sono fortemente
ridotti soprattutto con l’inasprirsi di una crisi economica devastante.
La grande modernità dell’art. 9
della Costituzione sta proprio in questo: ci ricorda qual è la strada da
seguire per ritrovare una società più giusta, più equa più vivibile.
L’istruzione, l’educazione al bello, l’arte, la
scienza, la cultura: questa è la strada maestra da percorrere, questa la vera
rivoluzione che potrebbe portare l’Italia e l’Europa fuori dalla crisi.
L’art. 9 è strutturato in due commi
solo apparentemente diversi.
In realtà l’elemento che accomuna
le due parti dell’articolo è, per l’appunto, il concetto di cultura che alcuni
interpretano in senso ampio e onnicomprensivo (tutta l’attività di ricerca
intellettuale dell’uomo) e altri in senso selettivo nel senso che la nozione di
cultura deve essere limitata solo alle manifestazioni superiori dell’intelletto
umano e, cioè, alle espressioni culturali che raggiungono il livello dell’arte
e della scienza.
In entrambi
i casi, però, lo sviluppo della cultura è ritenuto concetto così ampio da
comprendere in sé anche la ricerca scientifica e tecnica.
La norma di cui all’art. 9 Cost.,
nella sua unitarietà tra primo e secondo comma, sancisce come valore primario
quello “estetico – culturale” in cui si manifesta l’esigenza di assicurare il
progresso culturale della persona umana e dell’intera comunità civile.
Sulla base delle indicazioni
fornite dalla Corte Costituzionale anche in dottrina è prevalsa una lettura
unitaria tra primo e secondo comma dell’art. 9 il cui elemento comune è proprio
quel “valore estetico – culturale” in cui si manifesta l’esigenza di assicurare
il progresso culturale della persona umana e dell’intera comunità civile.
Sviluppo, ricerca, cultura, patrimonio
formano un tutto inscindibile: l’interpretazione dei due commi, dunque, non può
che seguire un moto circolare che discenda dal primo al secondo per ascendere
di nuovo al primo.
Nota:
tutte le foto sono state scattate dagli studenti durante il viaggio
d’istruzione
Dalla rara bellezza di borghi e paesaggi, dalla grande varietà e ricchezza culturale... all'amara realtà....e all'incuria.
Nel nostro lavoro abbiamo deciso di usare «Scatti e contenuti» come «Riscatti»
volutamente abbiamo incollato le foto su pagine bianche, così i nostri ricordi di escursioni
allegre e spensierate si sono intrecciate con la cronaca «real
life» riportata da frammenti di articoli.

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